Quinta puntata

 

Un giorno Camillo Benso Conte di Cavour convocė Garibaldi nel suo Ufficio e gli disse: “Giuseppe, ho qui un lavoro molto importante per te. Raduna un migliaio di quei gaglioffi dei tuoi gregari e recati a Quarto dei Mille dove ti attendono due piroscafi dell’armatore Rubattino. Con essi farai rotta verso la Sicilia, facendo scalo prima a Livorno dove imbarcherai i fucili, e poi sbarcherai a Marsala sotto la protezione della flotta inglese”. “Ah!”, rispose Garibaldi, “e la paga?”. “Per ora soldi non ce ne sono, le casse dello stato sono ripulite, ma presto incasserė i proventi dalla nuova tassa sul macinato e sarete tutti pagati, te e i tuoi manigoldi”. “Ma…”, rispose Garibaldi “gli uomini… le armi… bisogna mangiare tutti i giorni…”. “Niente paura, Peppino, ti do la licenza di depredare e di uccidere. I miei servizi segreti ti hanno preparato il terreno. Tutti i picciotti siciliani saranno con te. Il Regno delle Due Sicilie cadrą ai tuoi piedi come una pera cotta”. “Ah!”, disse Garibaldi, e fece una pausa, “E va ben”, disse dopo “accetto, e vedi di mantenere le tue promesse che io manterrė le mie”.

Detto fatto, dopo pochi giorni Garibaldi e la sua ciurma si imbarcarono a Quarto dei Mille e fecero rotta verso Livorno dove imbarcarono le armi che furono distribuite agli uomini , i quali cominciarono subito a sacramentare. Il fatto Ź che i fucili erano vecchi catenacci, residuati di tante guerra passate ed alcuni risalenti fino alla Seconda Guerra Punica. Garibaldi mise subito a tacere i suoi maladrini: ‘Lurida mandria di avanzi di galera!”, urlė “i fucili sono dei bastoni per fissare la baionetta! A vedere le vostre facce patibolari l’esercito di Franceschiello se la darą a gambe! In Sicilia vi aspettano donne e un ricco bottino! Obbedite ai miei ordini e tutto filerą liscio come l’olio. Scattare! E lubrificate le vostre armi con grasso di foca! L’ozio vi rammollisce”.